SUCRE

Wednesday, February 8, 6:47 am

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Io e il traffico di Sucre

Innanzitutto mi scuso per il prolungato silenzio, dovuto sia a impegni lavorativi sia al recente trasloco le cui ragioni capirete nel corso dell’articolo, ma parliamo dell’argomento. Purtroppo se non la si vive, di sicuro sarà difficile comprendere la situazione dell’inquinamento acustico qui a Sucre, ma proverò a spiegarla. Iniziamo dicendo che una ricerca dell’università, pubblicata in dicembre, ha stabilito che i livelli acustici del traffico qui in città eccedono notevolmente i limiti stabiliti dalla OMS anche se, mi rincuora (!!), sono giusto al limite di quelli stabiliti dalla legge per l’ambiente boliviana!!

Per capire un po’ meglio la situazione, bisogna parlare anche dell’urbanistica della città. Sucre è una città di origine coloniale, per cui conserva un centro storico con il tipico schema spagnolo a quadrilatero. Nell’ultimo censimento ufficiale, del 2001, contava con circa 216.000 abitanti, ma si stima che ora siano molti di più visto che dopo il processo della Assemblea Costituente, tenutosi nel 2006, molti campesinos (contadini) siano arrivati nella città e si sono fermati qui. La città si sviluppa su una serie di pendii e questo, certamente, non ha permesso di costruire ampie strade, ragion per cui ci si ritrova con piccole stradine, tutte a senso unico, che vanno a formare la griglia tipica della urbanistica a quadrilatero.

Le abitudini dei sucrensi a volte mi ricordano quelle dei napoletani che, come ho potuto osservare negli passati all’università, non sembra siano abituati a frenare quanto più a suonare il clacson in prossimità di possibili intralci alla “propria” circolazione. Nella città sono presenti semafori in diversi incroci ma, un po’ per prevenire incidenti con autisti che guidano senza patente (purtroppo è vero!!) e non rispettano la segnaletica, un po’ perché passa chi primo arriva, pigiare il clacson è qualcosa di normale. Oltretutto c’è anche da clacsonare al pedone che attraversa la strada (e non ci sono strisce pedonali!), al bus che si ferma per caricare qualcuno, al taxi o qualsiasi altra cosa che si frapponga fra il veicolo e la propria meta. Sembra, a vedere gli autisti, una città frenetica dove bisogna correre per far fronte agli impegni, poi, non mi spiego come mai, puntualmente arrivano sempre con un’ora e più di ritardo agli appuntamenti, anche quelli importanti. Se questo succede agli incroci regolati da semafori, immaginate in quelli senza alcuna segnaletica e privati della pur minima visibilità a causa delle case costruite a ridosso della strada: uno strombazzare continuo per appropriarsi del diritto alla precedenza!!

Il parco auto, in un paese povero, non può essere certo all’avanguardia e sono molti i “rottami” che ancora circolano per le strade, con le loro marmitte incurate e incuranti dei timpani altrui. A questo aggiungiamo la moda “rapido e furioso” (la versione spagnola del celebre “fast&furios”), che porta a taroccare le auto e, ovviamente, la prima parte ad essere modificata è la marmitta secondo la formula “più rumore, più potenza”. Come curiosità, c’è da dire anche che qui le macchine usate costano molto di più che alle nostre latitudini e sono tante quelle che arrivano dal Giappone, un po’ più a buon mercato. Fatto è che in Giappone si guida a sinistra, ragion per cui le auto vengono adattate meccanicamente alla circolazione regolare. I “trasformer”, ossia le auto a cui è stato spostato il volante dalla destra alla sinistra, sono tante, per cui bisogna abituarsi a vedere voltante a sinistra e cruscotto a destra (non nascondo un certo senso di vertigine, provato la prima volta che ci sono salito). Nonostante ad alcuni trasnformer abbiano adattato il cruscotto, di certo la sicurezza e la meccanica non è il massimo, visto che il volante viene spostato, saldato, abbullonato con il rischio che possa piantarti in asso sul più bello!! I vari transformers arrivano spesso già taroccati a puntino e basta che passino vicino alle altre auto parcheggiate per far scattare i vari allarmi, scatenando una catena di eco elettronici e laceranti.

Vabbè! Questo per far capire come urbanistica, parco auto e abitutidini possano creare un cocktail infernale che agli incroci raggiunge i suoi apici acustici. Ritornando alla questione del trasloco, quindi, potete immaginare come non sia stata assolutamente una buona idea andare a vivere in un appartamento al primo piano, in un incrocio senza semaforo e posto su una salita piuttosto ripida….ovviamente la camera da letto dava sulla strada!! Per tutti i sette mesi che vi abbiamo abitato, ho fatto fuori scorte di tappi per le orecchie, oggetto fra l’altro non facile da reperire nelle diverse farmacie. Adesso siamo riusciti a trovare una casa in una posizione un po’ più fortunata e settimana scorsa abbiamo fatto il trasloco. Ci stiamo godendo il giardino interno e, nonostante non si possa dire che siamo in una zona assolutamente silenziosa, i miei timpani sembrano decisamente più felici e rilassati, come anche il mio umore!!

1 commento perIo e il traffico di Sucre

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