Donne e violenza
Sandra è l’assistente sociale nonché responsabile dell’unità operativa contro la violenza familiare del Sayariy Warmi. Coordina quindi l’équipe multidisciplinare (che comprende un’avvocata, una psicologa ed una educatrice della casa d’accoglienza) che si occupa di dare appoggio ed aiuto alle donne vittime di violenza. Ho chiesto a lei di spiegarci brevemente alcuni punti che possono aiutarci a comprendere maggiormente la condizione della donna in Bolivia.
Che cos’è il S.W e che servizi offre alle donne?
Il S.W è una organizzazione che dipende dalla Congregazione del Buon Pastore (www.buenpastor.cl) ed il suo intento è quello di lavorare a favore delle donne che si trovano in situazione di rischio. In specifico, il S.W offre i suoi servizi alle donne vittime di violenza familiare o domestica, senza discriminazioni per credo, classe o etnia. I suoi servizi sono gratuiti.
Di cosa si occupa, quali sono le sue funzioni all’interno del S.W.?
Io sono la persona che per prima accoglie le donne e le loro storie. In un primo momento ascolto il motivo per il quale sono arrivate al nostro centro, poi cerco di aiutarle ad analizzare la loro situazione per vedere quali potrebbero essere le possibili soluzioni ed alternative ai loro problemi, indirizzandole eventualmente anche all’area legale o psicologica a seconda della problematica presentata e dei desideri espressi. Come assistente sociale le accompagno nel percorso che sceglieranno per cambiare la loro situazione di vita (che sia l’opzione della separazione dal compagno, la riconciliazione o altro) attraverso delle visite domiciliari. Queste visite sono importanti anche quando una donna che ha sollecitato il nostro appoggio richiedendo un appuntamento non si presenta.
Da quanto tempo fa questo lavoro?
Sono 11 anni che lavoro al S.W.
Che cos’è la violenza famigliare?
La violenza è di tipo famigliare quando si verifica all’interno della propria famiglia, ossia quando uno dei suoi membri ne maltratta un altro a livello fisico, psicologico o sessuale. La violenza domestica è invece quella che si verifica tra ex-marito ed ex-moglie o tra ex conviventi o fidanzati oppure tra quelle persone che magari anche senza aver convissuto, hanno procreato.
Perché è importante, nella definizione della violenza famigliare e domestica, considerare tutte i diversi tipi di relazione di coppia?
È importante che le donne e gli uomini conoscano la legge 1674 (legge contro la violenza intrafamiliare o domestica) per prevenire fatti di violenza. Vivere senza violenza è un diritto così come denunciare fatti di violenza.
Qual è la condizione della donna a Sucre?
La donna purtroppo viene spesso vista e considerata (non solo dagli uomini) principalmente come quella persona che si occupa dei lavori di casa. Per questo motivo molte donne giovani non colgono l’opportunità di continuare gli studi e di realizzare le loro aspirazioni personali ma priorizzano l’idea di formare una nuova famiglia. A Sucre ci sono sicuramente molte professioniste però c’è anche un’alta percentuale di donne che non sono andate oltre la scuola elementare. Questo è dovuto sicuramente a molti fattori, quello economico e quello culturale in primis. Le famiglie di basso reddito, che a Sucre sono la maggioranza, preferiscono dare l’opportunità di studiare ai figli maschi perché pensano che quando questi ultimi formeranno le loro famiglie dovranno assumersi la responsabilità di capo-famiglia, ovvero dovranno sostenere economicamente tutti i suoi membri.
Quali sono i problemi principali con cui le donne arrivano al S.W.?
Principalmente le donne si rivolgono al nostro centro quando vengono aggredite dai loro mariti, compagni o ex. fisicamente, psicologicamente e/o sessualmente. Ci sono anche donne che chiedono il nostro aiuto legale affinché i loro compagni riconoscano i figli che hanno messo al mondo o perché non le aiutano economicamente nella loro crescita.
Durante la sua carriera professionale ha potuto notare un cambio nelle problematiche?
Durante gli anni trascorsi al S.W. non ho potuto vedere dei cambiamenti, le donne continuano ad essere vittime di violenza, anche se in Bolivia sono stati fatti dei passi avanti per il miglioramento della condizione della donna, come ad esempio l’approvazione della legge 1674.
Come si potrebbe descrivere il profilo dell’uomo- marito violento?
Sicuramente ci sono vari profili dell’uomo violento però in generale si può dire che sono uomini che per la loro insicurezza di fondo diventano estremamente autoritari, controllatori e gelosi. Molti di loro presentano una doppia personalità: in pubblico si mostrano passivi mentre all’interno della loro casa si trasformano in aggressori. Gli uomini-aggressori invadono l’integrità personale delle loro vittime, rompendo i loro sogni e i loro talenti con l’obiettivo di creare in loro una dipendenza emozionale (oltre che economica) che le isolerà dalle loro amicizie, dalle loro famiglie.
Gli uomini violenti apprendono queste dinamiche fin dalla loro infanzia, spesso hanno vissuto in famiglie dove già era presente il problema della violenza e hanno interiorizzato queste dinamiche relazionali come se fossero forme normali. Quando formeranno una nuova famiglia riprodurranno gli stessi schemi.
Secondo lei cosa sarebbe auspicabile affinché la condizione della donna possa migliorare?
Io penso che si dovrebbe lavorare maggiormente nel campo della prevenzione primaria affinché le donne siano informate sui loro diritti e denuncino i fatti di violenza. Si dovrebbero creare anche più centri di formazioni di modo che le donne possano poi accedere a lavori migliori e a stipendi dignitosi. A Sucre mancano posti di lavoro e i salari sono molto bassi tanto da non permettere alle lavoratrici di coprire le necessità di base delle loro famiglie. Lo stato boliviano dovrebbe investire maggiori risorse in questa città, non solo con interventi assistenziali.
Quale è il suo augurio per le donne di Sucre?
Alle donne di Sucre auguro che non perdano il desiderio di migliorare le loro vite e le loro situazioni personali, affinché possano impegnarsi per raggiungere condizioni lavorative migliori e migliori remunerazioni. Loro sono le padrone dei loro corpi, dei loro sogni e dei loro progetti di vita e se sono oggetto di violenze non devono restare zitte, devono denunciare questi fatti alle istituzioni di modo da ricevere un aiuto ed un appoggio per uscire dal ciclo della violenza.
